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Riflessioni un po’ più lunghe per approfondire alcuni argomenti che ho trovato interessanti

lmno è fantastico

Grazie alla lista completa dei servizi di blogging pubblicata da Manuel Moreale ho scoperto lmno, una nuovissima piattaforma per blogger.
Non ho resistito a provarla ed è stato amore a prima vista! 😍
A differenza della maggior parte delle altre piattaforme da me provate in precedenza, lmno non ha funzionalità extra inutili. Il vostro blog risiede fondamentalmente in un unico file Markdown che potete modificare offline sul vostro PC. Una volta pronto, potete caricarlo su lmno ed è qui che avviene la magia! Il vostro blog è già funzionante in un batter d’occhio. Al momento ho caricato su lmno.lol/prealpinux tutti i miei post in inglese degli ultimi anni, se vi interessa dateci una occhiata!

Aspetti positivi

Piattaforma di blogging semplicissima. Sarete operativi in pochi minuti. Avete copie locali del vostro blog, quindi siete completamente padroni dei vostri contenuti.

Aspetti negativi

Non esiste un account gratuito e non è open source. Potete provarlo, ma se volete costruire il vostro blog, dovete registrarvi e pagare per il servizio, il che non è necessariamente un male, ma potrebbe scoraggiare le persone dal testare seriamente la piattaforma.
Poiché i contenuti sono veramente di vostra proprietà, siete responsabili del loro backup.
Il supporto per i domini personalizzati è in arrivo, ma non è ancora attivo. Per ora, il vostro blog è accessibile solo all’indirizzo lmno.lol/nomeblog, che non è la soluzione migliore quando si parla di IndieWeb.

Chatbot e documenti

Vedo che in moltissimi tutorial online viene suggerito quanto sia utile caricare documenti all’interno di chatbot come Gemini, Copilot e ChatGPT per poi svolgere delle analisi su tali documenti.
Quello che però non viene sempre ben chiarito è che “dando in pasto” documenti personali o aziendali a questi servizi se ne perde di fatto il controllo, in quanto l’addestramento dei chatbot stessi avviene anche grazie alle interazioni ed ai feedback degli utenti di questi servizi.
La semplicità di caricare un file e far svolgere al chatbot un lavoro noioso è molto allettante. Probabilmente lo è molto di meno ricordarsi che non stiamo utilizzando un nostro cloud privato e criptato, ma un chatbot che migliora grazie ai nostri dati.
Spesso inoltre tali servizi utilizzano server americani, nei quali proprio questi nostri file verranno analizzati dall’Intelligenza Artificiale. Lascio ad altri esperti parlare di cosa significhi in chiave GDPR, mi limito solamente a dire che caricare i propri dati personali, la lista dei nostri clienti o le strategie di vendita aziendali non è proprio il massimo.
Il mio consiglio è quello di valutare bene che tipo di documento state caricando sul chatbot, limitandovi (ove possibile) ad utilizzare file che sono già liberamente accessibili in rete.
Le alternative esistono e sono quelle di installare l’IA in locale, una opzione che può essere interessante soprattutto in ambito aziendale.

Meta AI su WhatsApp: alcune riflessioni

A person is sitting on a couch holding a phone with the WhatsApp logo displayed, accompanied by a small robot, with a speech bubble announcing: Meta AI arriva su WhatsApp

L’intelligenza artificiale di Meta è arrivata su WhatsApp, ma attenzione ai termini di utilizzo! 🚨

La prima volta che inizierete a chattare con l’IA, sarete informati di non condividere informazioni, anche sensibili, su di voi o su altre persone che non volete che l’IA conservi e utilizzi. Inoltre, Meta comunica che le vostre interazioni verranno condivise con partner selezionati.

Il modo in cui le intelligenze artificiali vengono integrate nei servizi utilizzati da centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo solleva seri dubbi su come verranno gestiti i dati personali inseriti in quelle che, per molti utenti, verranno viste come semplici e innocue chat private con l’IA.

Se da un lato l’accesso a questi potenti strumenti viene reso più semplice e immediato anche per coloro che non hanno conoscenze informatiche, essi rappresentano anche un potenziale rischio per gli utenti meno esperti.

Eppur si muove (il fediverso)

Questa settimana il fediverso italiano ha visto nascere due nuovi interessanti progetti. 🚀

Partiamo con Sayansi.social una istanza Mastodon in cui parlare di scienza, ambiente e tecnologia. Le istanze focalizzate su alcuni argomenti specifici in lingua italiana non sono molte visto il numero relativamente ridotto degli utenti che parlano la nostra lingua. Esistono al contrario grosse istanze tematiche in lingua inglese che riuniscono utenti da tutto il mondo. L’augurio è che progetti italiani di questo tipo riescano a costruire delle community (anche ristrette) in cui creare una base di utenti affezionati ed interessati agli argomenti della propria istanza. Negli scorsi mesi abbiamo infatti visto quanto sia difficile mantenere attivi gli utenti che giungono nel fediverso a seguito delle grandi ondate migratorie dalle grandi piattaforme come quelle di X e Meta. Le istanze tematiche possono aiutare in tal senso? Difficile dirlo, alcuni progetti passati hanno avuto delle difficoltà, ma credo che ogni nuova istanza sia in grado di sviluppare le proprie potenzialità a patto che coloro che l’amministrano dimostrino di possedere la giusta dose di perseveranza ed entusiasmo per portarla avanti nel medio-lungo periodo.

Altra novità importante è rappresentata da Fedimercatino.it un marketplace no-profit, decentralizzato e federato basato sul software open source Flohmarkt. Il servizio ha preso vita grazie ad una sinergica collaborazione tra Devol, Open For Future Italia, Ufficio Zero e Feddit.

FediMercatino non è un semplice mercatino: è una risposta concreta all’emergenza rifiuti. Ogni oggetto riutilizzato significa una risorsa in meno estratta dalla Terra e un rifiuto in meno nelle discariche. Grazie alla filosofia no-profit, l’obiettivo non è guadagnare, ma creare un circolo virtuoso in cui chiunque possa donare, scambiare o trovare nuovi proprietari per oggetti ancora utili. Piccoli elettrodomestici, libri, vestiti, giocattoli: tutto trova una seconda vita, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo un consumo responsabile. Gli oggetti sono in regalo o in vendita a un valore simbolico (inferiore ai 100€), per garantire accessibilità e incentivare il riuso, senza trasformare la piattaforma in un mercato speculativo. 👉 Vai qui per saperne di più.

Un grosso in bocca al lupo a coloro che hanno reso disponibili queste nuove community, ora spetta agli utenti animare questi neonati angoli del fediverso. 💬

DuckDuckGo AI Chat

Grazie ad un sito offerto dal motore di ricerca alternativo DuckDuckGo, è possibile provare diversi modelli di intelligenza artificiale senza la necessità di iscriversi ad alcun servizio e garantendo così un maggiore livello di protezione per la propria privacy.

E’ sufficiente andare su duck.ai e scegliere un modello al quale porre una domanda (prompt).

DuckDuckGo dichiara che le chat sono private e non vengono mai salvate o usate per addestrare modelli di intelligenza artificiale.

Orbit, l'Intelligenza Artificiale di Mozilla

In questi giorni ho avuto modo di testare Orbit una estensione ancora in Beta per il browser Firefox a cui sta lavorando Mozilla che promette di integrare l’Intelligenza Artificiale all’interno delle propria navigazione web.

Premetto che queste funzionalità avanzate all’interno dei browser sono sicuramente interessanti, ma in generale rappresentano anche un potenziale rischio per la privacy.

L’estensione necessità i seguenti permessi obbligatori per poter svolgere le funzionalità principali:

  • Accedere ai dati dei siti web
  • Nascondere e mostrare schede
  • Accedere alle schede del browser

Probabilmente è per questo motivo che Mozilla, sapendo dell’attenzione della propria utenza proprio riguardo alla sicurezza dei propri dati personali, tiene a precisare che Orbit utilizza attualmente una istanza privata Mistral per gestire le richieste. Sempre secondo Mozilla i dati relativi alle proprie chat non vengono archiviati, non è necessario avere un account e non verranno mai utilizzate le interazioni con l’IA per allenare il modello stesso.

Al momento il modello funziona unicamente con la lingua inglese, tuttavia durante i miei test Orbit ha dimostrato di saper riassumere testi di pagine web scritte in italiano e di comprendere le mie domande nella nostra lingua. Tutte le risposte però (compresi i riassunti delle pagine web) saranno in inglese, ho provato con dei prompt a forzare alcune risposte in italiano con esiti abbastanza confusionari da parte dell’IA.

Discutibile (ed un pò’ inquietante 🤣) quella sorta di sfera grande che rappresenta l’IA e che si attiverà su ogni pagina che navigherete. Suggerisco di entrare nelle impostazioni dell’estensione ed impostare sin da subito l’opzione Orb Format: Minimal.

Continuerò ad usare Orbit?

Al momento penso di provare questa estensione ancora per un po’ per verificarne i progressi, francamente non sono sicuro che possa essere una di quelle che abbia senso avere sempre installata nel proprio browser. Un plauso comunque a Mozilla che, cercando di restare al passo con altri browser che hanno da tempo integrato delle intelligenze artificiali, offre per ora questa opzione come estensione separata attivabile dall’utente solo nel caso in cui ne abbia necessità. Questo rende possibile disattivare l’estensione (o rimuoverla completamente) per poi eventualmente attivarla in caso di necessità.

Principi o pragmatismo

Un interessante articolo di Pete Moore ha esplorato il dualismo spesso presente tra i nostri principi e il pragmatismo imposto dalla realtà. Questo conflitto può essere portato all’estremo in molte situazioni.

Ad esempio, se il CEO di un’azienda ha idee politiche diverse dalle nostre, abbiamo il diritto di decidere di non utilizzare il suo servizio. Tuttavia, possiamo anche scegliere di continuare a usufruirne se riteniamo che tale prodotto ci semplifichi la vita o ci apporti qualche beneficio.

Il fatto che altri individui decidano di continuare a utilizzare prodotti di aziende che noi non intendiamo supportare non deve essere visto come un comportamento “cattivo”, ma semplicemente come una scelta diversa fatta in totale libertà.

È importante tenere a mente che oggi è praticamente impossibile essere “duri e puri” quando molti servizi web si basano su altri servizi offerti da aziende che potrebbero non essere di nostro gradimento.

Una parte del vecchio web si "romperà" ad Agosto del 2025

Google tra qualche mese dismetterà completamente il proprio servizio URL shortener nato nel lontano 2009.
Infatti ad Agosto di quest’anno tutti i link che iniziano con goog.gl cesseranno di funzionare dando quindi un errore.
Il servizio era stato infatti deprecato da Google già a partire dal 2018, quindi teoricamente dando molto tempo agli sviluppatori per effettuare le dovute correzioni.
Però sappiamo benissimo come funzionano queste cose: molti siti non vengono aggiornati da anni, ma i loro link continuano ad apparire nelle ricerche e a generare traffico.
Purtroppo non possiamo sapere quanta rilevanza abbiano ancora i link generati con goog.gl, ciò che però pare scontato immaginare è che quando il servizio verrà completamente dismesso da Google una parte del “vecchio web” diventerà di fatto irraggiungibile.

Guida a Diggita: cos'è e come funziona la nuova community di giornalismo partecipativo del fediverso

Cos’è Diggita

Diggita è un aggregatore di notizie nato nel lontano 2007. La piattaforma è stata rilanciata alcuni giorni fa ripartendo da zero grazie all’utilizzo di un software chiamato Lemmy che consente a tutti gli utenti del fediverso di dialogare con la piattaforma.

Diggita non è l’unica realtà italiana ad adottare il software Lemmy, esiste infatti da circa due anni e mezzo un’altra interessante community molto attiva chiamata Feddit che ha abbracciato la stessa filosofia.

Come funziona

Il funzionamento di Diggita è molto simile a quello di Reddit, ovvero si tratta di una sorta di forum di discussione suddiviso per argomenti (es. Attualità, Sport, Ambiente, Tecnologia etc…) nel quale è possibile pubblicare articoli, collegamenti ad altri siti oppure immagini.
Sono gli utenti a decretare il successo di un post dando un apprezzamento (con una freccia che punta verso l’alto) oppure indicandone al contrario un giudizio negativo (con la freccia che punta verso il basso).

Esistono diversi modi per poter partecipare alla piattaforma, scopriamone alcuni:

  1. Livello zero 😋 - Segui gli argomenti che ti interessano senza doverti iscrivere a Diggita

Il metodo più immediato consiste nel seguire uno o più argomenti che ci interessano direttamente da una piattaforma del fediverso nella quale siamo già iscritti.
Non è richiesta alcuna iscrizione aggiuntiva od alcuno sforzo particolare! Dovete sapere infatti che ogni argomento della piattaforma Diggita ha un corrispettivo “utente” nel fediverso.
Supponiamo che io sia interessato a seguire le discussioni legate all’ambiente. E’ sufficiente cercare l’utente @ambiente@diggita.com ad esempio da Mastodon ed iniziare a seguirlo per vedere in automatico tutto quanto viene pubblicato su Diggita relativo a tale argomento.
Semplicissimo, anzi direi geniale!

  1. Livello base 😎 - Pubblica su Diggita direttamente dal tuo profilo Mastodon (o altra piattaforma del fediverso)

Ipotizziamo che vogliate condividere su Diggita un articolo sulla vostra squadra di calcio preferita dal vostro account Mastodon. Basterà scrivere il vostro post seguendo il formato qui sotto ricordandosi sempre di taggare l’argomento della piattaforma nel quale vogliamo pubblicare il nostro post:

Titolo del post che volete appaia su Diggita
Testo descrittivo aggiuntivo
link da condividere
@calcio@diggita.com

Volendo potete aggiungere anche degli hashtag. Ecco un esempio concreto:

Il Milan rischia di non entrare in Champions League
L’attuale classifica non sorride ai rossoneri, ecco gli scenari peggiori per la squadra di Fonseca
https://sito-web-esempio.it/articolo-da-condividere
@calcio@diggita.com

  1. Livello utente consapevole 🧐 - Iscriversi a Diggita

Se le modalità che ho appena descritto non vi bastano, o semplicemente desiderate partecipare in maniera più completa ed attiva alla community di Diggita allora vi consiglio di provvedere ad iscrivervi alla piattaforma.
Bastano email e password ed il gioco è fatto.
In qualità di autori sarete in grado di commentare altri articoli oppure pubblicare i vostri avendo a disposizione tutta una serie di strumenti in più che vi consentono di formattare il testo, inserire immagini, link con maggiore versatilità e libertà rispetto alle modalità che vi ho descritto in precedenza.

Conclusioni: pro e contro

Diggita e Feddit funzionano in maniera profondamente diversa dalle piattaforme social che oggi vanno per la maggiore. Essendo molto più simili ad un forum rispetto ad un social network richiedono forse un maggiore sforzo partecipativo, ma consentono al tempo stesso di creare comunità di utenti consapevoli. Su queste piattaforme non ci sono timeline gestite da algoritmi e non trova posto lo scroll infinito.

La piattaforma non ha come obiettivo quello di tenervi incollati all’interno di essa, ma anzi agevola la condivisione di link così da farvi uscire dalla piattaforma stessa e scoprire cose nuove.

Se ci pensate è l’esatto opposto di quanto i social commerciali propongono!

In un momento storico nel quale i vecchi forum fanno fatica a sopravvivere realtà come Diggita e Feddit possono non solo dire la loro, ma anche rappresentare un valido esempio di “cooperazione digitale” in grado di creare dei luoghi in cui informarsi e condividere conoscenze in maniera consapevole.

La curva di apprendimento per imparare ad utilizzare Lemmy è probabilmente più alta rispetto a Mastodon (e simili), ma a mio parere ne vale la pena.

Lemmy ha ancora ampi margini di miglioramento, sia nella fase di onboarding che nell’interfaccia, tuttavia rappresenta sicuramente uno dei software più interessanti del fediverso.

Provatelo. 👍

Giacomo Puccini

🇮🇹 Il 29 Novembre di 100 anni fa moriva Giacomo Puccini, musicista famoso in tutto il mondo. Forse non tutti sanno che ha soggiornato spesso a Vacallo (Svizzera). Qui c’è la foto che ho scattato davanti a quella che era la sua casa.

🇬🇧 100 years ago today, Giacomo Puccini, a world-renowned musician, passed away. Perhaps not everyone knows that he often stayed in Vacallo, Switzerland. Here’s a photo I took in front of what was his house.

A large photograph of a man sitting thoughtfully is displayed in front of a house surrounded by a garden and fence.