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Calcio in streaming tra opportunità e problemi

DAZN sarà la piattaforma principale nella quale vedere il prossimo campionato di Serie A.

Si tratta di una notizia importante non solamente per l'Italia pallonara ma anche perchè sarà la prova del nove della capacità della nostra infrastruttura tecnologica.

L'opportunità (cavalcata in particolar modo da TIM che ha stretto accordi con Dazn) è quella di portare un contenuto importante come il calcio sulla banda larga, favorendo l'impiego della fibra ottica quale requisito principale per poter fruire del campionato di Serie A.

Quindi non più solo Neflix & Co., ma anche contenuti esclusivi come il calcio della Serie A che possano fare da traino a pacchetti di intrattenimento che di anno in anno diventano sempre più corposi (e costosi).

Restano però sullo sfondo alcuni dubbi tecnici non di poco conto.

Il primo è che il digital divide rimane un grosso problema del nostro paese, che non è fatto solo di grandi città ma da tanti piccoli centri abitati e borghi ancora non coperti da una ADSL decente (altro che fibra ottica...).

La seconda incognita è quella legata alla capacità dell'infrastruttura tecnologica di poter gestire potenzialmente milioni di connessioni streaming in contemporanea in occasione dei big match del campionato.

Saranno importanti da questo punto di vista gli investimenti sia dei broadcaster (Dazon) che degli operatori (TIM, Fastweb etc...).

Il tempo però stringe, il campionato inizia tra meno di un mese.

Philo Vance: miniserie televisiva Rai da riscoprire

La piattaforma Raiplay è ricca di serie televisive e film che hanno fatto la storia della televisione italiana

Come probabilmente saprete la Rai offre un servizio televisivo on demand chiamato Raiplay. Spulciando nel catalogo troviamo diversi film e serie TV del passato che hanno fatto la storia del servizio pubblico e che possono interessare agli appassionati di una televisione che non c'è più.

Tra queste serie televisive c'è anche Philo Vance una serie poliziesca con Giorgio Albertazzi trasmessa nel 1974.

Ecco come viene presentata la serie sul sito Raiplay:

Laureato in filosofia, appassionato d'arte, elegante, raffinato, vanitoso, saccente, investigatore per vocazione, Philo Vance, viene coinvolto dall'amico Johan Markham, procuratore distrettuale di New York, nelle indagini su tre casi di cronaca nera. Il personaggio nato dalla penna di Van Dine rivive sullo schermo grazie all'inappuntabile interpretazione di Giorgio Albertazzi. Tre indagini, ognuna in due puntate, trasmesse dalla Rai nel 1974 ed accolte dal favore del grande pubblico.

Si tratta di una serie televisiva che consiglio caldamente a chi ha voglia di guardare qualcosa di estremamente diverso dalle serie TV oggi in voga.

ResQ: una nuova nave per soccorrere i naufraghi nel Mediterraneo

Un progetto nato dalla società civile per chi non vuole rimanere indifferente alle morti nel Mediterraneo

Oggi vorrei parlarvi di ResQ – People Saving People, una associazione nata lo scorso anno che si pone come obiettivo quello di mettere in mare un'altra nave che possa salvare le vite umane di chi affronta un pericoloso viaggio verso l'Europa.

Presidente onorario dell'associazione è Gherardo Colombo che ha deciso di impegnarsi in prima persona per fermare la strage silenziosa di chi sta trovando la morte nel nostro mar Mediterraneo.

Ritengo sia un dovere di tutti ribadire l'obbligo morale di rispettare la vita di qualsiasi persona, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione e dalla nazionalità.

Io ci sono.

Microchip e batterie al litio, un problema da risolvere

La produzione extra EU di alcuni elementi fondamentali per lo sviluppo di nostri prodotti ci rende vulnerabili.

Recentemente si è parlato di quanto la carenza di microchip stia colpendo il settore automobilistico (e non solo).

Le conseguenze della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, unitamente alla concentrazione in oriente della produzione dei microchip sta convincendo sempre di più della necessità di avviare una produzione in Europa di tali componenti per poter far fronte a crisi come quella attuale.

Quello dei microprocessori però non è l'unico problema da affrontare, anche quello dell'approvvigionamento di batterie al litio diventerà nel medio periodo uno scoglio da superare.

Per la transizione ecologica verso una industria automotive basata sull'elettrico sarà fondamentale poter garantire la produzione di batterie anche su suolo europeo.

Infatti la necessità di dipendere da produzioni estere di tali componenti fondamentali e critiche per lo sviluppo dell'economia verde del futuro ne rende prioritario affrontarne il problema.

Sono flexitariano?

Recentemente ho scoperto il termine “flexitariano”.

A volte mi sembra d'essere un po' fuori dal mondo, specialmente quando scopro questi termini particolari che non ho mai sentito altrove.

Ma torniamo al termine flexitariano. Si tratta di una pratica alimentare che fa parte del semivegetarianismo, ovvero di coloro che cercano di diminuire il consumo di prodotti di origine animale senza eliminarli del tutto dalla loro alimentazione.

In particolare la dieta flexitariana o part-time vegetariana è un tipo di alimentazione prevalentemente vegetale che consente, solo occasionalmente, l'uso di cibi di provenienza animale.

Messa in questi termini non penso di potermi ritenere in flexitariano DOC, tuttavia negli ultimi anni ho cercato di ridurre (non di eliminare!) il consumo di carne.

Penso che questo sia un buon compromesso per chi non è disposto ad abbandonare totalmente un regime alimentare che comprende prodotti di origine animale e chi è convinto del contrario.

Credo che per raggiungere gli obiettivi climatici e per consentire di alimentare la crescente popolazione mondiale sarà necessario sempre più adottare degli stili alimentari diversi da quelli del nostro passato.

Non sarà semplice, ma penso che parlarne come sto facendo io sia un primo importante passo in tale direzione.

Dai social network al blog

In principio vi erano i blog. Poi con l'avvento di Facebook e degli altri social network molti blog furono abbandonati in favore di queste nuove piattaforme in cui condividere facilmente immagini, video, testi etc... Il successo dei social perdura ancora oggi tra vari problemi di privacy e di algoritmi.

Personalmente sto facendo il percorso inverso e cioè tentare di limitare l'utilizzo dei social in favore del blog.

Non è semplice ma posso già anticipare che tra i vari effetti positivi vi renderete conto di:

  • scoprire quanto tempo avete a disposizione senza che lo perdiate vagando senza meta sui social;
  • leggere molti meno post infarciti di informazioni inutili o false;
  • essere più rilassati;
  • utilizzare meno lo smartphone.

Insomma, per quanto mi riguarda vale la pena provare. Assicuratevi però di bloccare le notifiche sullo smartphone per tutte le applicazioni social.

Lo scraping dei dati personali

Recentemente si è parlato molto dei dati trafugati da Facebook e Linkedin tramite la tecnica dello scraping.

In realtà queste informazioni non sono state ottenute tramite degli attacchi informatici veri e propri contro queste piattaforme.

Semplificando al massimo possiamo dire che i dati personali di milioni di persone sono stati recuperati tramite tecniche particolari in grado di estrapolare tramite motori di ricerca o bot informazioni pubbliche rastrellate online, aggregandole e creando un enorme database contenente tutto questo.

Ciò dovrebbe indurci a pensare quanto le nostre vite digitali siano facilmente accessibili ad occhi indiscreti.

Non bastano leggi e norme sulla privacy quando siamo noi stessi a dare il consenso a rendere pubbliche certe informazioni private.

Il protocollo Matter sarà il nuovo standard per le smart home

Semplicità, interoperabilità, affidabilità e sicurezza sono le basi del nuovo standard chiamato Matter che sarà in grado di far interagire assieme dispositivi di produttori diversi all'interno delle smart home.

Creare uno standard “universale” è molto importante in quanto consente finalmente di poter gestire in modo semplificato i diversi apparati smart che sempre più prepotentemente stanno entrando nelle nostre case.

Il lavoro da fare è probabilmente ancora tanto, ma perlomeno un primo importante e concreto passo è stato intrapreso nella direzione di rendere questi dispositivi realmente più intelligenti e sicuri.

Per maggiori informazioni su questo nuovo standard: https://buildwithmatter.com/

Algoritmocrazia

Gli algoritmi stanno diventando sempre più importanti nell'era dell'informazione connessa.

Decidono in modo automatico quali contenuti mostrarvi nella homepage di Youtube, quali canzoni suggerirvi su Spotify, quali siti inserire per primi nelle vostre ricerche su Google, quali post su Facebook, Twitter, Instagram farvi vedere.

Ovviamente ciò che viene mostrato dovrebbe essere pertinente ai vostri interessi (ma soprattutto a quelli della piattaforma e degli inserzionisti), ed è quindi per questo che è facile passare un sacco di tempo su queste piattaforme senza quasi rendersene conto.

Un effetto collaterale di questi algoritmi è che tendendo ad evidenziarvi sempre contenuti simili a quelli che avete già visto sono in grado di chiudervi in una sorta di “bolla informativa”.

Per questo chi guarda contenuti terrapiattisti tenderà a vedersi proposti contenuti inerenti a questo argomento, stesso discorso per quanto riguarda i no vax o i complottisti.

Credo che per questa ragione le piattaforme che utilizzano algoritmi di questo tipo debbano assumersi delle responsabilità di fronte ai governi, agli utenti ed agli inserzionisti stessi.

Senza una maggiore presa di coscienza di questo problema non potranno essere intraprese delle misure correttive che consentano una maggiore libertà di informazione per gli utenti stessi di queste piattaforme.

Antropocene

Recentemente ho scoperto una nuova parola di cui non avevo mai sentito parlare: antropocene.

Questa la definizione estratta da Wikipedia:

L'Antropocene è una proposta epoca geologica, nella quale l'essere umano con le sue attività è riuscito con modifiche territoriali, strutturali e climatiche ad incidere su processi geologici.

Probabilmente sentiremo questo termine sempre più spesso data la crescente sensibilità nei confronti della sostenibilità ambientale.

Sicuramente la presenza umana modifica per definizione l'ambiente in cui vive. Infatti oggi studiamo gli effetti delle nostre attività antropiche sul nostro pianeta, diventa quindi ancora più importante valutare come l'impatto umano possa essere ridotto allo stretto necessario cercando di diventare il più sostenibile possibile.