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Riflessioni un po’ più lunghe per approfondire alcuni argomenti che ho trovato interessanti

Casette dei libri

Auto-generated description: A phone booth has been repurposed into a small public library with bookshelves inside.

Da alcuni anni nella zona in cui vivo stanno prendendo sempre più piede le “casette dei libri”,

Sono un modo furbo per incoraggiare la lettura, la cultura e una sana economia circolare legata ai libri.

Io le frequento regolarmente per “depositare” libri letti che non mi interessano più e per “prelevare” libri che mi interessano.

Alcune regole di buona educazione per poter frequentare con profitto queste casette sono quelle di depositare pochi libri alla volta e portare a casa solo libri che intendete leggere nell’immediato.

Esistono anche vicino a voi? Le frequentate?

Il digitale non è eterno ma effimero

Ho trovato interessanti le riflessioni di Anna Havron nel suo blog Analog Office che prendono spunto dal recente blocco informatico mondiale dovuto a Crowdstrike.

Cloud, applicazioni, siti web, formati file, supporti di memorizzazione fisici ed apparati digitali sono soggetti a possibili rotture, cessazione di servizi, termine di supporto etc…

Per questo è importante, almeno per i documenti che riteniamo più importanti, avere un piano B che consenta di accedere a questi file anche nel caso qualcosa vada storto.

Non si tratta quindi di pensare solo a dei sistemi di backup, ma anche di utilizzare dei formati file che rimangano accessibili anche a distanza di molti anni.

La strategia di Anna Havron a molti potrà sembrare estrema, ma di certo rimane molto efficace:

For digital documents you want to keep for a long time, I suggest the Three P’s:

Plain text
PDFs

And especially,

Printouts

Slop è il nuovo termine per descrivere contenuti non richiesti generati dalle intelligenze artificiali

Già diversi mesi fa scrissi qualcosa relativamente a come il web sarebbe cambiato con l’aumento sempre maggiore di contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

Mi ero soffermato però sul fatto che le IA avrebbero sempre di più generato nuovi contenuti basandosi su materiale generato da altre IA creando una sorta di paradosso o loop generativo infinito di materiale digitale artificiale.

Da qualche tempo però diverse persone hanno iniziato a dare un nome a quella tipologia di contenuti generati dalle intelligenze artificiali che non sono stati richiesti dall’utente.

Simon Willison nel suo blog cita uno dei primi post su X a coniare il termine slop (brodaglia).

the way that “spam” became the term for unwanted emails, “slop” is going in the dictionary as the term for unwanted AI generated content

In pratica secondo Simon Willison si tratta di ragionare nello stesso modo con il quale è stato data una definizione al termine spam qualche decennio fa.

Dal momento che non tutti i contenuti promozionali si possono definire spam lo stesso si può dire per i contenuti generati dalle intelligenze artificiali.

Ma se il contenuto artificiale è generato senza essere richiesto e viene imposto a qualcuno, allora possiamo effettivamente iniziare ad utilizzare il termine slop.

Mastodon: usare gli operatori per la ricerca

Forse non tutti sanno che la ricerca su Mastodon è molto migliorata con le ultime versioni. Grazie all’utilizzo di operatori è possibile effettuare ricerche molto specifiche. Ad esempio se voglio vedere tutti i post in italiano scritti da me prima del 01/07/2024 che parlano di “fediverso” dovrò scrivere nella casella di ricerca:

fediverso language:IT from:me before:2024-07-01

PRO e CONTRO di utilizzare il proprio dominio come casella di posta elettronica

Il famoso servizio Skiff è stato appena acquistato da Notion ed ha annunciato la cessazione dei propri servizi entro sei mesi. Si tratta di una cattiva notizia per coloro che utilizzano servizi cloud alternativi e provider email rispettosi della privacy.

Al giorno d’oggi la casella di posta elettronica è tutt’altro che superata e rappresenta uno strumento di fondamentale importanza per registrarsi a vari siti web, recuperare credenziali, comunicare con privati, enti, istituzioni e servizi clienti delle aziende.

Siccome questa non è la prima volta (e non sarà nemmeno l’ultima) nella quale un famoso servizio email si trova a chiudere i battenti ho alcune brevi riflessioni che vorrei condividere con voi.

Un modo per tutelarsi dalla cessazione improvvisa di tali servizi è la possibilità di utilizzare il proprio dominio internet come casella di posta elettronica personale.

La questione è abbastanza dibattuta in quanto ci sono vantaggi e svantaggi. Ecco solo alcuni di quelli che mi vengono in mente.

PRO

  • utilizzare un proprio dominio personale come email rende indipendenti da uno specifico provider;
  • avete ampia libertà di gestione e potete in qualsiasi momento decidere di cambiare il modo in cui gestite la vostra casella di posta (o le vostre caselle di posta);

CONTRO

  • se non avete un dominio personale lo dovete acquistare;
  • dovete fornire i vostri dati personali al registro di dominio;
  • utilizzando la casella email offerta da un servizio di hosting qualsiasi non otterrete un alto livello di privacy, per maggiore privacy dovreste utilizzare comunque un piano a pagamento di Proton Mail o Tuta che consenta di utilizzare il vostro dominio personale con tali servizi e per farlo dovrete anche “smanettare” con i DNS del vostro dominio (operazione non semplice per i non tecnici);
  • utilizzare un dominio personale nella rete vi rende più identificabili rispetto ad uno generico utilizzato da migliaia di utenti (ad esempio info@mariorossi.ext è in un certo qual modo più riconoscibile rispetto a mariolino@proton.ext).
  • bisogna ricordarsi ogni anno di rinnovare il proprio dominio personale per non farselo rubare da qualcun altro.

Insomma come avrete capito non esiste una soluzione univoca che vada bene per tutti, ciascuno deve valutare quale livello di privacy vuole avere e quanto rimanere (oppure no) legato ad un legato provider email. Anche la questione del budget finanziario e le proprie conoscenze in ambito tecnologico hanno il loro peso nella scelta da intraprendere.

E voi cosa ne pensate?

IA e proprietà intellettuale

Nei prossimi mesi il dibattito sulla proprietà intellettuale di quanto generato dalle IA continuerà sempre più insistentemente. L’addestramento di questi algoritmi utilizzando enormi moli di dati è di fondamentale importanza per renderli sempre più “intelligenti”, ma resta un punto estremamente critico in quanto se da un lato è vero che ciò che si trova sul web è pubblicamente accessibile dall’altro nessuno ha dato un consenso esplicito al trattamento di quelle informazioni che vengono scandagliate dall’intelligenza artificiale.

Inoltre il fatto che vengano usate immagini / testi potenzialmente coperti da copyright per generarne altri che non lo sono pone parecchie domande sulla liceità di tali creazioni.

La rielaborazione di informazioni effettuata da questi algoritmi è un processo simile a quello che gli esseri umani fanno da secoli, ma il confine tra processo creativo ed un nuovo tipo di “plagio automatizzato” è assai labile soprattutto se a farlo è una intelligenza artificiale che opera su larga scala e non un singolo essere umano.

Sarà interessante quindi capire come verrà inquadrata a livello giuridico l’attività di raccolta e rielaborazione delle informazioni da parte delle intelligenze artificiali.

Previsioni tecnologiche per il 2024

Sono convinto che il 2024 sarà l’anno in cui le Intelligenze Artificiali continueranno a stupirci con degli sviluppi ad un ritmo abbastanza sostenuto. Questi algoritmi non solo affineranno le loro abilità, ma anche la loro pervasività.

Immagino infatti che la tendenza dei prossimi mesi sarà quella di integrare le IA all’interno di più prodotti possibili (smartphone, browser, autoveicoli ed in generale tutti quei dispositivi smart che sono già connessi alla rete).

Ciò consentirà di rivoluzionare il modo con il quale siamo abituati ad interagire con questi oggetti, ma anche a crearne di nuovi come già si è visto con l’AI Pin di hu.ma.ne. L’esperienza d’uso sarà sempre più personalizzata e basata sulle esigenze reali di ogni singolo individuo, l’IA verrà integrata all’interno di Siri, Google Assistant ed Alexa rendendo questi assistenti sempre più personali (con tutto ciò che ne consegue).

Anche il mondo del lavoro ne sarà impattato dal momento che queste tecnologie inizieranno ad essere impiegate sempre di più all’interno delle aziende grazie a delle soluzioni tecnologiche che consentiranno il loro impiego all’interno dei processi produttivi / decisionali.

Resteranno sempre alla ribalta i temi legati alla privacy, all’addestramento dei dati da parte delle IA oltre che i temi etici legati al loro utilizzo.

Tre libri che ho apprezzato nel 2023

E’ fine anno e come richiesto dal periodo 😉 è il momento di stilare una lista sulle mie letture dell’anno che sta per terminare.

Ecco i tre libri che più mi sono piaciuti nel 2023:

  1. La ragazza dei girasoli - Hazel Gaynor: libro scoperto casualmente tramite BookCrossing. Racconta la storia di un collegio inglese nella Cina occupata dall’Impero Giapponese durante la seconda guerra mondiale. L’ho trovato molto scorrevole, con personaggi ben delineati ed una storia particolare raccontata sia con gli occhi delle insegnanti del collegio che con quelli delle allieve.

  2. Orgoglio e pregiudizio - Jane Austen: un classico a cui non mi ero mai approcciato un po’ per la falsa idea di “romanzo rosa” che mi ero fatto ed un po’ anche per il timore di non riuscire ad apprezzare l’autrice. Mi sbagliavo. Certamente una buona parte del libro pur scorrendo veloce sembrava avvalorare la mia prima idea, ma poi il cambio di passo avvenuto nel corso della lettura mi ha letteralmente catturato.

  3. L’evento - Annie Ernaux: un libro che ti rimane attaccato addosso anche a distanza di mesi. E’ il secondo testo che leggo della Ernaux e continuo a rimanere affascinato dalla sua scrittura precisa, essenziale ma inesorabile che colpisce dritto allo stomaco del lettore.

Quali sono state le vostre letture migliori del 2023?

Fediverso: opportunità e criticità per il 2024

Mastodon è al momento uno dei software più semplici e diffusi (anche se può ancora migliorare in termini di usabilità) per approcciarsi al fediverso. Il prossimo anno però potrebbe completamente stravolgere la sua posizione con l’adozione da parte di Threads del protocollo ActivityPub. Altre aziende stanno già lavorando nella medesima direzione e penso che ci saranno sicuramente altre sorprese ad attenderci nei prossimi mesi.

L’ingresso da parte di queste società nel fediverso deve quindi nel frattempo portarci a riflettere su alcuni temi:

  • la sostenibilità delle piccole istanze nel medio / lungo periodo dal punto di vista economico;
  • il miglioramento dell’esperienza utente (che nel mondo di Meta è una delle “armi” per accaparrarsi utenti);
  • la possibilità di far conoscere software alternativi ed etici agli utenti delle grandi piattaforme;
  • la gestione della moderazione che inevitabilmente diverrà più gravosa con l’aumentare dell’utenza;
  • i rischi crescenti legati ad un aumento di attacchi da parte di attori malevoli che possono sfruttare istanze non aggiornate o moderate a sufficienza per campagne spam, phishing, botnet etc…;
  • il fatto che un numero sempre maggiore di utenti possa entrare nel fediverso solleva anche problemi sulla natura stessa di come le piattaforme sono state pensate fino ad oggi. Mi spiego meglio, le timeline sono programmate per mostrare in ordine cronologico i post, ciò è stato funzionale fino a questo momento visto il limitato numero di utenti, ma c’è da domandarsi se lo sarà anche in futuro.

Queste sono alcune delle domande che mi frullano nella testa quando penso ai rischi ed alle opportunità che il fediverso si troverà di fronte nei mesi a venire. Voi cosa ne pensate?

Guardando al 2024

La mia intenzione (o forse farei meglio a dire la mia speranza) per l’anno prossimo è quella di continuare ad essere costantemente attivo all’interno del mio blog. Mi sono reso conto che nel corso del 2023 ho postato più di 200 volte 😱 (ok, la maggior parte erano solo aggiornamenti di stato o fotografie), ma è comunque più di quanto mi sarei aspettato.

Sono infatti convinto che i blog giochino ancora un ruolo essenziale nell’ottica di un web indipendente e decentralizzato rispetto alle Big Tech. Sono consapevole però che molte discussioni avvengano ormai all’interno dei social, per questo motivo da alcuni mesi ciò che pubblico nel blog viene anche postato automaticamente su Mastodon, Pixelfed ed anche Bluesky. Proprio quest’ultima è la piattaforma che al momento sto utilizzando meno di tutte, per ora resto in attesa di capire quale direzione Bluesky intraprenderà. Per quanto riguarda Nostr credo che continuerò a non usarlo, pur trattandosi di un progetto interessantissimo lo vedo ancora molto legato al tema crypto con una base utenti ancora molto ristretta e di lingua inglese.

Continuerò tenermi ben lontano da X, TikTok, Facebook, Instagram e Threads che ho completamente bloccato da diverso tempo a livello di DNS. Ciò significa che non riesco ad accedervi neanche volendo e non ne sento assolutamente la mancanza.