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PRO e CONTRO di utilizzare il proprio dominio come casella di posta elettronica

Il famoso servizio Skiff è stato appena acquistato da Notion ed ha annunciato la cessazione dei propri servizi entro sei mesi. Si tratta di una cattiva notizia per coloro che utilizzano servizi cloud alternativi e provider email rispettosi della privacy.

Al giorno d’oggi la casella di posta elettronica è tutt’altro che superata e rappresenta uno strumento di fondamentale importanza per registrarsi a vari siti web, recuperare credenziali, comunicare con privati, enti, istituzioni e servizi clienti delle aziende.

Siccome questa non è la prima volta (e non sarà nemmeno l’ultima) nella quale un famoso servizio email si trova a chiudere i battenti ho alcune brevi riflessioni che vorrei condividere con voi.

Un modo per tutelarsi dalla cessazione improvvisa di tali servizi è la possibilità di utilizzare il proprio dominio internet come casella di posta elettronica personale.

La questione è abbastanza dibattuta in quanto ci sono vantaggi e svantaggi. Ecco solo alcuni di quelli che mi vengono in mente.

PRO

  • utilizzare un proprio dominio personale come email rende indipendenti da uno specifico provider;
  • avete ampia libertà di gestione e potete in qualsiasi momento decidere di cambiare il modo in cui gestite la vostra casella di posta (o le vostre caselle di posta);

CONTRO

  • se non avete un dominio personale lo dovete acquistare;
  • dovete fornire i vostri dati personali al registro di dominio;
  • utilizzando la casella email offerta da un servizio di hosting qualsiasi non otterrete un alto livello di privacy, per maggiore privacy dovreste utilizzare comunque un piano a pagamento di Proton Mail o Tuta che consenta di utilizzare il vostro dominio personale con tali servizi e per farlo dovrete anche “smanettare” con i DNS del vostro dominio (operazione non semplice per i non tecnici);
  • utilizzare un dominio personale nella rete vi rende più identificabili rispetto ad uno generico utilizzato da migliaia di utenti (ad esempio info@mariorossi.ext è in un certo qual modo più riconoscibile rispetto a mariolino@proton.ext).
  • bisogna ricordarsi ogni anno di rinnovare il proprio dominio personale per non farselo rubare da qualcun altro.

Insomma come avrete capito non esiste una soluzione univoca che vada bene per tutti, ciascuno deve valutare quale livello di privacy vuole avere e quanto rimanere (oppure no) legato ad un legato provider email. Anche la questione del budget finanziario e le proprie conoscenze in ambito tecnologico hanno il loro peso nella scelta da intraprendere.

E voi cosa ne pensate?

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Un po’ di relax in spiaggia dopo una breve camminata in riva al lago… 🚤

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Primo buon proposito software dell’anno: tornare ad utilizzare Firefox come browser sia desktop che mobile. ✔️ fatto

IA e proprietà intellettuale

Nei prossimi mesi il dibattito sulla proprietà intellettuale di quanto generato dalle IA continuerà sempre più insistentemente. L’addestramento di questi algoritmi utilizzando enormi moli di dati è di fondamentale importanza per renderli sempre più “intelligenti”, ma resta un punto estremamente critico in quanto se da un lato è vero che ciò che si trova sul web è pubblicamente accessibile dall’altro nessuno ha dato un consenso esplicito al trattamento di quelle informazioni che vengono scandagliate dall’intelligenza artificiale.

Inoltre il fatto che vengano usate immagini / testi potenzialmente coperti da copyright per generarne altri che non lo sono pone parecchie domande sulla liceità di tali creazioni.

La rielaborazione di informazioni effettuata da questi algoritmi è un processo simile a quello che gli esseri umani fanno da secoli, ma il confine tra processo creativo ed un nuovo tipo di “plagio automatizzato” è assai labile soprattutto se a farlo è una intelligenza artificiale che opera su larga scala e non un singolo essere umano.

Sarà interessante quindi capire come verrà inquadrata a livello giuridico l’attività di raccolta e rielaborazione delle informazioni da parte delle intelligenze artificiali.

Previsioni tecnologiche per il 2024

Sono convinto che il 2024 sarà l’anno in cui le Intelligenze Artificiali continueranno a stupirci con degli sviluppi ad un ritmo abbastanza sostenuto. Questi algoritmi non solo affineranno le loro abilità, ma anche la loro pervasività.

Immagino infatti che la tendenza dei prossimi mesi sarà quella di integrare le IA all’interno di più prodotti possibili (smartphone, browser, autoveicoli ed in generale tutti quei dispositivi smart che sono già connessi alla rete).

Ciò consentirà di rivoluzionare il modo con il quale siamo abituati ad interagire con questi oggetti, ma anche a crearne di nuovi come già si è visto con l’AI Pin di hu.ma.ne. L’esperienza d’uso sarà sempre più personalizzata e basata sulle esigenze reali di ogni singolo individuo, l’IA verrà integrata all’interno di Siri, Google Assistant ed Alexa rendendo questi assistenti sempre più personali (con tutto ciò che ne consegue).

Anche il mondo del lavoro ne sarà impattato dal momento che queste tecnologie inizieranno ad essere impiegate sempre di più all’interno delle aziende grazie a delle soluzioni tecnologiche che consentiranno il loro impiego all’interno dei processi produttivi / decisionali.

Resteranno sempre alla ribalta i temi legati alla privacy, all’addestramento dei dati da parte delle IA oltre che i temi etici legati al loro utilizzo.