Leviamo il campo ad equivoci: le notizie che parlano di IA che attaccano servizi online non devono farci pensare ad entità malvage con una propria coscienza. Si tratta “solo” di programmi che cercano di portare a termine il proprio compito nel modo più rapido e meno dispendioso possibile, anche se questo significa hackerare servizi di terzi (violando così le norme di legge). Il problema non è solo di sicurezza informatica, ma di come dotare questi sistemi di filtri in grado di bloccare comportamenti che non sono eticamente corretti. Secondo me è necessario ragionare seriamente di questi temi prima che la cosa finisca per causare qualche incidente serio.
Le IA non sono cattive, vanno però istruite
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